La denuncia dei pediatri: triplicati i casi di dermatite atopica

La dermatite atopica (DA) è un malattia recidivante, cronica, infiammatoria che si presenta soprattutto durante l'infanzia e talvolta persiste in età adulta. Negli ultimi decenni l'incidenza della DA nei paesi occidentali è aumentata. La stima della prevalenza è pari al 15-30% in età pediatrica e al 2-10% tra gli adulti. La DA rappresenta quindi un problema di salute pubblica a causa dei costi sociosanitari elevati e dell’impatto sulla qualità della vita. E’ stato suggerito che il 10-20% dei bambini europei è affetto da DA fino all’adolescenza. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) valuta che circa un terzo delle malattie infantili dalla nascita a 18 anni in Europa si causata dall’ambiente insalubre che colpisce soprattutto i bambini al di sotto dei 5 anni, con picchi del 43%. Tant’è che tra le principali cause della dermatite atopica ci sono alcuni fattori ambientali, come allergeni indoor, esposizione all’acaro della polvere e al fumo di tabacco.

 

Ad oggi, la ricerca nel campo della DA si è concentrata sui fattori genetici correlabili. La presenza di sintomi asmatici e/o rinitici nei pazienti e un’anamnesi familiare positiva per tali malattie sono associati alla diagnosi di DA; rimane ancora da chiarire il ruolo della comorbidità dell’allergia alimentare.  Avere fratelli e la frequenza di un asilo nido sono noti per avere un effetto protettivo sullo sviluppo della DA nei primi mesi di vita così come fattori dietetici, quali l’allattamento al seno materno, e le infezioni o vaccinazioni nei primi anni di vita. L’esposizione a fattori di rischio nelle prime fasi della vita non sembra, invece, influire sul decorso della DA dopo la pubertà o comunque in età adulta.

Per aiutare a prevenire o lenire i maggiori disturbi, rappresentati da prurito, eczemi, secchezza diffusa, perdita di compattezza e turgore specie nelle zone a maggior rischio di dermatite quali le mani e il viso, i più esposti, o le gambe e le ginocchia, maggiormente soggette allo sfregamento degli indumenti, i pediatri consigliano l’uso costante di creme emollienti o di prodotti antinfiammatori, come i cortisonici per uso topico in caso di lesioni infiammatorie. Anche l’alimentazione svolge un ruolo fondamentale; soprattutto d’inverno, quando la pelle è privata dei benefici del sole e la dieta è più ricca di carboidrati e grassi, diventa molto importante seguire un’alimentazione bilanciata, ricca di frutta e verdure, per assumere vitamine e sali minerali, pesce, grassi di origine vegetale, fibre e cereali, arricchita da un buon apporto di acqua e da un limitato consumo di bevande zuccherate e cibi troppo raffinati.

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